…sei stato ufficialmente pimpato!

DISCLAIMER: Questo articolo funziona per GRUB 1.0, ossia il gestore del dual-boot di default in ubuntu PRIMA di Karmic, quindi accertatevi di star utilizzando questo boot-loader.
Se state usando Ubuntu Karmic o oltre difficilmente potrete utilizzare Grub 1.0, perché ha difficoltà a lavorare con i file-system ext4.

In automatico il nostro Linux installa GRUB per consentirci di scegliere quale sistema operativo caricare, la schermata presenta numerose scelte e in genere, la prima è quella che conta.

Questa guida si preoccupa di come, modificando opportunamente il file menu.lst posto nella cartella /boot/grub , siamo in grado di pimpare anche questa piccola anticamera al nostro sistema operativo.

Tenterò di spiegarvi come:

Dopo di ciò, non riconoscerete più il vostro GRUB!

Una premessa sui file di configurazione


Di fronte ad un file come menu.lst c’è da sapere qualche piccola informazione, la più importante per noi in questo momento è l’uso del commento: tutte le righe all’interno del file che sono precedute da un cancelletto ( lui -> # ) sono dei commenti, pertanto delle note che lo script o il creatore del file lasciano per spiegare i comandi, appuntarsi qualcosa e che il computer non legge come comandi o dati.

Medesime note si possono trovare in altri “famosi” file che si modificano, come sources.list o xorg.conf .

Ci saranno utili dal momento che ci spiegano dove trovare alcune informazioni e, inoltre, possiamo copiare linee di codice, rendere commenti l’originale e avere nel medesimo file il “backup” di una riga in caso la modificassimo un po’ troppo😉 Un trucchetto che vi invito a fare sempre, magari scrivendoci un commento come #questo è l’originale! , per orientarvi meglio.

Prima ancora di cominciare una buona pratica è farsi un backup del file, nel caso proprio avessimo toppato alla grande con le configurazioni durante il pimpaggio:sudo cp /boot/grub/menu.lst /boot/grub/menu.lst.bkil vostro backup è menu.lst.bk nella cartella /boot/grub , affianco all’originale.

Per rimettere su menu.lst.bk, basterà dare il comando inverso:sudo cp /boot/grub/menu.lst.bk /boot/grub/menu.lstse siete da LIVE perché il vostro sistema operativo non si è caricato, ricordatevi che il vostro file non è nella cartella radice, ma in una sottocartella di /media, in genere…😉

Diamo un nome alle cose


Se non ci piace che il nostro sistema operativo si chiami Ubuntu 9.04 seguito dal kernel (come in genere è così), o se, per esempio, abbiamo una distro che è un derivato da Ubuntu con ormai un altro nome (esempio primo la già nominata nel nostro blog OpenGEU), possiamo cercare la riga apposita e modificarla.

Il file menu.lst non è enorme e verso la fine dovremmo trovare un elenco del genere:

## ## End Default Options ##
title		Ubuntu 9.04, kernel 2.6.28-15-generic
uuid		32954a43-f03d-47f8-809d-6718414f9ea9
kernel		/boot/vmlinuz-2.6.28-15-generic root=UUID=32954a43-f03d-47f8-809d-6718414f9ea9 ro quiet splash
initrd		/boot/initrd.img-2.6.28-15-generic
quiet

title		Ubuntu 9.04, kernel 2.6.28-15-generic (recovery mode)
uuid		32954a43-f03d-47f8-809d-6718414f9ea9
kernel		/boot/vmlinuz-2.6.28-15-generic root=UUID=32954a43-f03d-47f8-809d-6718414f9ea9 ro  single
initrd		/boot/initrd.img-2.6.28-15-generic

title		Ubuntu 9.04, memtest86+
uuid		32954a43-f03d-47f8-809d-6718414f9ea9
kernel		/boot/memtest86+.bin
quiet

Ognuno di questi paragrafi contiene le impostazioni per il boot di, rispettivamente, una Ubuntu Jaunty con kernel 2.6.28-15, la precedente distro in modalità recovery e infine il memory test; modificando la riga title possiamo cambiare il nome che ci appare da GRUB e inserire quello che più ci piace.

Inoltre quando aggiorniamo il kernel ci restano i boot di tutti gli Ubuntu con i kernel precedenti, se lo ritenete si possono rendere commenti tutti i paragrafi riguardanti i kernel vecchi in modo che appaia poi sullo schermo solo l’ultimo.

Spostare i paragrafi sopra o sotto altererà l’ordine con cui vengono visualizzati, dategli l’ordine che preferite!

Se siete in dual boot con Windows potrete modificare anche le successive informazioni, che trovate in questa zona di menu.lst (sempre verso la fine, in genere):

### END DEBIAN AUTOMAGIC KERNELS LIST
# This is a divider, added to separate the menu items below from the Debian
# ones.
title		Other operating systems:
root

# This entry automatically added by the Debian installer for a non-linux OS
# on /dev/sdb1
title		Microsoft Windows XP Professional
root		(hd0,0)
savedefault
chainloader	+1

Come leggiamo dai commenti di GRUB abbiamo un paragrafo divisore (“Other operating system”) e Windows XP: possiamo cambiare il nome di entrambi modificando la linea title, potremmo, per esempio, tradurre in italiano il divisore o chiamare Windows Winzozz, se ci piace l’humor nerd😛 .
A questo punto abbiamo dato nomi a un po’ tutto, passiamo alla prossima parte, ossia:

Riverniciare lo sfondo: basta nero!


Per prima cosa bisogna avere uno sfondo adeguato, i requisiti sono in genere la dimensione, il numero di colori e l’estensione: per potervi creare (o modificare un’immagine per renderla compatibile) vi rimando alla precedente guida GIMP MY Grub™.

Come abbiamo la nostra immagine, per esempio sfondo.xpm, zippiamola in un file .gz e diciamo a menu.lst di utilizzarla aggiungendo la voce splashimage: se non la trovate nel vostro file di configurazione, potrete inserirla dove volete, in fondo a GRUB o esattamente sotto la riga ## ## End Default Options ## .

Dovete anche sapere su quale hard disk è posta, per esempio il mio sistema è montato sull’hard disk (hd0,0), ho inserito la mia immagine sempre nella cartella /boot/grub, pertanto ho inserito proprio prima dell’elenco dei sistemi da caricare la stringasplashimage=(hd0,0)/boot/grub/sfondo.xpm.gz

Altri colori per GRUB


Spulaciando per bene menu.lst troverete le righe

# Pretty colours
#color cyan/blue white/blue

Cosa stanno a significare?
La prima è soltanto il titolo, la stringa vera e propria è la seconda riga.
Per abilitare i colori al GRUB, come prima cosa bisogna togliere il cancelletto da inizio riga, di modo che si toglie il commento, successivamente bisogna scegliere che colori mettere sapendo che la sintassi del comando è
color foreground normale / background normale foreground selezionato / background selezionato, dove il foreground sono le scritte e il background il colore dello sfondo.
Come colori GRUB accetta solamente i seguenti (preso direttamente dal sito del programma):

  • black
  • blue
  • green
  • cyan
  • red
  • magenta
  • brown
  • light-gray

I seguenti possono essere specificati solamente per il foreground.

  • dark-gray
  • light-blue
  • light-green
  • light-cyan
  • light-red
  • light-magenta
  • yellow
  • white

Quindi se vogliamo impostare dei particolari colori al nostro GRUB, l’elenco dei colori a disposizione l’abbiamo, la sintassi pure… siamo a cavallo!
Altra considerazione, se non si specifica la seguente coppia di colori (quindi si scrive solo color colore1/colore2) per le righe selezionate si invertiranno i colori di sfondo e primo piano che si erano impostati.

Diamoci dei tempi


Se sappiamo che utilizziamo sempre lo stesso sistema operativo e facciamo il boot sempre dalla stessa voce, possiamo scegliere di non vedere il menu di GRUB e lasciare una voce che ci dica “Se fra x secondi non premi ESC, io carico il primo sistema (quello che a noi serve)”, per fare questo cerchiamo in menu.lst la riga

# Hides the menu by default (press ESC to see the menu)
#hiddenmenu 0

togliamo i cancelletti a hiddenmenu e impostiamo un massimo di secondi. In caso di 0, come qui sopra, non aprirà nemmeno GRUB, nè vedrete scritte, ma caricherà subito il vostro sistema, come se non ci fosse dual-boot.

Se invece vogliamo solo diminuire il tempo di time-out, ossia una volta che siamo nel menu di scelta del sistema non vogliamo attendere 10 secondi prima che carichi il kernel di default, allora possiamo modificare quest’altra voce

## timeout sec
# Set a timeout, in SEC seconds, before automatically booting the default entry
# (normally the first entry defined).
timeout 10

cambiando il valore numerico dopo alla voce timeout.

Per non avere mai mai mai un brutto computer, nemmeno all’avvio, siete stati ufficialmente PIMPATI!

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