…sei stato ufficialmente pimpato!

Circa un mese è passato dall’uscita dell’ultima versione di OpenSUSE, delle cui caratteristiche principali avevo già parlato in questo articolo, e in tutto questo tempo mi sono sempre ripromesso di scriverne una recensione, in quanto l’ho usata finora, a partire dal primo giorno in cui è uscita.

Non ho scritto l’articolo nelle settimane passate, in quanto non volevo che le prime impressioni mi guidassero verso un giudizio scorretto, ma adesso, dopo un mese, penso di poterne dare un giudizio più lucido.

Anticipo da subito che anche se sarò un po’ critico durante l’articolo, questo non vuol dire che sconsigli di provare OpenSUSE 12.1, anzi, resta secondo un’ottima distro (soprattutto nella versione KDE), e continuo ad usarla con piacere, senza rimpiangere per niente Ubuntu. Datele una possibilità, e se volete commentate, così da fornire anche il vostro parere.

Ma cominciamo a sviscerare alcuni punti.

Tumbleweed

Questo era, su tutte, la novità che più attendevo di questa nuova versione; l’ho attivata immediatamente dopo aver installato (ho scritto una guida su come farlo qui).

Brevemente: Tumbleweed è un repository che, una volta attivato, dovrebbe trasformare la nostra OpenSUSE in una rolling release.

Il giudizio purtroppo, ad un mese di distanza, è che il nome sia in realtà piuttosto appropriato (tumbleweed si traduce, per chi non lo sapesse, come rotolacampo, la palla rotolante che nei film non manca mai nelle zone deserte), in quanto i suoi repository sono piuttosto vuoti ancora. I pacchetti mancano e quelli che ci sono spesso sono indietro.

Un esempio su tutti: in questo periodo è uscita KDE 4.7.4 e su Tumbleweed l’ultima versione è ancora KDE 4.7.2.

La sua integrazione con gli altri repository è piuttosto instabile, e se vogliamo pure un po’ pericolosa, soprattutto per chi non è proprio uno smanettone: spesso alcuni pacchetti continuano a voler cambiare fornitore, alcune volte pure scendendo di versione.

Alcune volte questo può non essere proprio gradevole: per esempio, ho aggiornato qualche giorno fa il kernel all’ultima versione (che ha cambiato fornitore dal repository di openSUSE Current a Tumbleweed) e da ieri invece zypper (il gestore pacchetti) mi propone di riportarlo al fornitore vecchio, facendolo tornare alla versione precedente. Non molto carino.

Altra nota negativa è il fatto che per ora l’unico modo per svolgere gli aggiornamenti, dopo aver attivato questo repository, è a mano da terminale, cosa che per i meno smaliziati può non essere proprio gradevole.

Tutte queste cose sono secondo me frutto della scarsa maturità del progetto, penso saranno col tempo tutte sistemate (soprattutto la sensazione di vuoto), ma per ora Tumbleweed non riesce a farsi apprezzare completamente a mio parere.

Snapper e btrfs

Altra caratteristica che attendevo con ansia, anche perchè molto pubblicizzata dal team di OpenSUSE, era Snapper: un tool che è in grado di fare snapshot del sistema (o anche di singoli file) e ripristinarli o visualizzare differenze fra la versione attuale di un file e le sue precedenti. Il tutto a patto di usare il filesystem btrfs per il proprio sistema, dato che punto di forza (e di debolezza?) del tool è proprio di essere integrato nel filesystem.

Quando stavo installando, ero deciso ad usare btrfs per provare Snapper, ma ho notato con stupore che era proposto come filesystem di default ext4. Mi sono chiesto il motivo di questa scelta: se una delle feature più promosse di OpenSUSE 12.1 è Snapper, perchè btrfs non è il default filesystem?

Ho quindi cercato in rete e ho trovato che lo stato di btrfs è ancora piuttosto embrionale; pare infatti che, a seguito di uno spegnimento improvviso, a causa di una perdita di corrente per esempio, il sistema non sia più in grado di ripristinare uno stato consistente, e il filesystem sia corrotto in modo irreversibile! Robetta insomma. Considerato poi che se si voleva usare Snapper per fare versioning dei dati (cosa che mi sembra piuttosto interessante e sensata), anche il filesystem dei dati doveva essere btrfs… a voi le conclusioni…

Ho deciso allora di non rischiare (in quanto ho bisogno di un sistema stabile per lavoro) e ho dovuto rinunciare a provare Snapper.

Anche questo problema immagino sia solo questione di tempo, non appena btrfs sarà più maturo, potremo apprezzarne le caratteristiche innovative, per ora però forse non è consigliato a chi non vuole rischiare di perdere tutto.

Notizia interessante in tal senso è che per la prossima versione di Fedora, il team di questa distro ha deciso di usare btrfs come filesystem di default. Scelta coraggiosa, speriamo che questo dia uno sprint al miglioramento di questo filesystem.

KDE

Questo è uno dei punti forti di OpenSUSE: se siete abituati a Kubuntu non sapete cos’è realmente KDE. Dopo anni che usavo Kubuntu passai a OpenSUSE e la differenza fu talmente lampante che lì rimasi. E ogni versione di OpenSUSE non si smentisce. KDE infatti risulta molto fluido e molto più curato che in altre distro.

Per merito non tanto del team di OpenSUSE, ma di quello di KDE, l’esperienza in quest’ultima versione è molto più snella della precedente, la sensazione di pesantezza che ero solito sentire in Kubuntu è sparita quasi totalmente è il sistema è ben curato in ogni dettaglio.

Sotto quest’aspetto quindi solo note positive (a parte forse la scelta di usare un tema diverso per Yast che non rispetta quello di sistema, scelta piuttosto discutibile, ma trascurabile), finalmente KDE sta arrivando a stadi molto avanzati, si presenta come un ottimo DE e OpenSUSE è una distro che lo fa apprezzare molto.

Non posso dare pareri circa la versione che monta Gnome 3, in quanto non l’ho provata, ma ho letto pareri molto positivi anche su quest’ultima in giro per il web.

Conclusioni

OpenSUSE resta a mio parere un ottimo sistema, Yast è un ottimo tool per la gestione di tutti gli aspetti amministrativi, l’esperienza utente generale è di un sistema operativo che funziona bene e senza buchi.

L’impressione è che la 12.1 sia una versione di passaggio, con molte nuove feature interessanti aggiunte, alcune delle quali piuttosto innovative, ma ancora ad uno stato embrionale, quindi di difficile apprezzamento.

Ottimo però il fatto che queste feature possano essere abilitate su richiesta, ma non siano di default presenti nel sistema, cosa che consente ai più smaliziati di provarle anche in questa fase transitoria, e a chi vuole solo un sistema che funzioni di averlo. Non ho mai condiviso infatti le scelte di alcune distro di imporre all’utente la novità, anche quando quest’ultima è ancora chiaramente immatura (Ubuntu con Unity per esempio).

Quindi io consiglio di provarla, ma perchè è OpenSUSE in sè ad essere interessante, in quanto delle feature introdotte nella nuova versione, si sente poco l’impatto.

Qualcuno di voi ha esperienze diverse? Si sente di esser d’accordo con la mia recensione? Commentate!🙂

Commenti su: "OpenSUSE 12.1, per me è un ni!" (4)

  1. eh io la conosco molto bene SUSE…dai tempi del 1999-2000 … mah ho sempre amato KDE e non lo mollerò mai !!! mi trovo scomodo invece con gnome !! boh … a parere mio ubuntu è un pochino + lento di openSUSE !! e secondo me, openSUSE è + stabile..ho provato ad installare ubuntu nuovo e manco è riuscito a fare il reboot a fine installazione..boh…mah…cmq che ci vuole ad usare la shell… -.-“

  2. Alessandro ha detto:

    Deluso un pò pure io per Tumbleweed… ma per ora ritengo opensuse tra le migliori distro per kde (per ora perché Chakra migliora di mese in mese).
    Anch’io sono passato da Kubuntu a Opensuse (dalla versione 11.2)…non c’è paragone.

  3. Mi accodo a Diego, peccato che le nuove feature non siano ancora a buon punto per l’uso di tutti i giorni.

  4. Diego ha detto:

    Non mi aspettavo queste conclusioni. Peccato per Tumbleweed, peccato per snapper, peccato che dia proprio l’impressione di rilascio di passaggio come è stata Ubuntu 11.04 (ma meglio).

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