…sei stato ufficialmente pimpato!

PimpNegli anni scorsi abbiamo pimpato quasi tutto: dal terminale a GRUB siamo riusciti a aggiungere colori, effetti grafici e chi più ne ha più ne metta a qualsiasi cosa triste e seriosa del nostro sistema operativo. Resta solo più da pimpare LaTeX

LaTeX è fichissimo e non mi dilungherò molto sulle sue caratteristiche perché vorrei concentrarmi sulla gestione dei font e dare qualche consiglio per pimpare a dovere i vostri file .tex utilizzando i vostri font preferiti!

Vedremo che LaTeX non è solo Computer Modern (il font di default), ma di suo si porta dientro numerosi font fantasiosi, e poi daremo qualche consiglio per chi vuole provare a importare il proprio font personalizzato!

Lo stato dell’Arte

Spiego brevemente come funzionano i font in LaTeX, rimandando alla estesissima documentazione (in particolare a questo documento di Zannarini e Vavassori del Gruppo Utilizzatori Italiani di LaTeX) per informazioni ulteriori.

In LaTeX lo stile di un font segue una rigorosa gerarchia: prima di tutto vengono le famiglie.

Le famiglie di font sono il font in sè per sè, ciò che lo rende con uno stile unico… per dire, il Comic Sans Serif è diverso dall’Arial, dal Calibri, dal Cantarell, e così via.

La famiglia di default di LaTeX è il Computer Modern, un carattere molto bello ma, a detta di alcuni, un po’ triste.

Diverse famiglie sono caratterizzate dalla presenza delle lineette, definite grazie (serif) sulle lettere: per esempio l’amatissimo Comic Sans ne è privo (ed è definito sans serif), mentre il celeberrimo Times New Roman le ha (ed è definito un font roman o serif).

Ci sono famiglie che hanno la versione sia con grazie, sia senza grazie (come Computer Modern) ed infatti anche quando scriviamo in LaTeX del testo dato il comando \sffamily stiamo utilizzando sempre il Computer Modern, ma senza grazie.

In LaTeX utilizziamo tre famiglie di font predefinite che possiamo gestire tramite le variabili \rmdefault (il font roman, con grazie), \sfdefault (per il font senza grazie) e \ttdefault (il font a larghezza fissa, come il noto Courier New). Il font predefinito che LaTeX usa è gestito dalla variabile \familydefault che ha come opzione predefinita proprio \rmdefault, ossia il carattere Computer Modern con grazie.

Vedremo successivamente come non solo cambiare un font per tutto il documento, ma anche come cambiarlo solo per un singolo pezzetto di codice.

Ogni famiglia di font ha diverse serie, in genere la serie grassetto (bold), la serie normale (medium) e una serie leggera (light), e per ogni serie sono presenti più stili, definiti shapes: i più comuni sono il corsivo (italic), ma alcuni font ben fatti hanno anche il Maiuscoletto (Small Capital). La combinazione di diversi stili per diverse serie fa la varietà di un font.

Chiara la gerarchia? Famiglia (family), Serie (series), Stile (shape).

Cambiamo il font

I metodi più semplici per operare sui cambi di font sono riassunti per benino in questa tabella e l’internet ne ha le scatole (nere e lampeggianti)  piene di pagine così, quindi non starò a riproporvi \textit, \textbf, \textsf e cose del genere, cliccate sul link precedente e per cambiare velocemente stile, serie o usare la versione con o senza grazie di un font guardate quei comandi lì!

Ma se voleste proprio cambiare la famiglia di font e non usare Computer Modern? Beh, ecco che arriva il pimpaggio! Vedremo non solo come usare uno dei font già preimpostati di LaTeX, ma anche come partire da un semplice file .ttf!

Il bagagliaio pieno

Tutti noi siamo abituati a come lavorano Open Office, Libre Office e i font nel sistema operativo: grazie a file .otf o .ttf copiati in /usr/share/fonts (o C:\Windows\Fonts) possiamo richiamarli e utilizzarli per i nostri scopi. LaTeX utilizza dei file diversi che sono un po’ più difficili da trovare e utilizzare. Ma ciò non vuol dire che sono pochi, anzi!

LaTeX parte già con numerosi font preimpostati che sono facilmente scaricabili: su Arch, per esempio, basta installare il pacchetto texlive-fontsextra (che si installa di default installando texlive-most), diversamente sono tutti reperibili sul mega repository di TeX CTAN (Comprehensive TeX Archive Network).

Per sapere quali sono i font a nostra disposizione facilmente installabili, possiamo dare un’occhiata a questo catalogo!

Catalogo

Ecco l’home page e l’elenco di tutti i font… e alcuni sono anche molto fantasiosi!

Partendo dal catalogo potrete cercare il font che più vi piace, grazie alla categorizzazione e utilizzarlo. Come?

In genere ogni font è un pacchetto da scaricare (se non l’avete già fatto con texlive-fontsextra, per esempio) e da caricare nel nostro file .tex inserendo il comando \usepackage{} nel preambolo. A titolo di esempio, immaginiamo di voler scrivere una bella lettera a quelli di GNOME e di inviargliela scritta in Cantarell, il font di sistema di GNOME 3.
Scopriamo che Cantarell è presente già come file nel catalogo sopracitato e, pertanto, se abbiamo installato il pacchetto texlive-fontextra, ci basta aggiungere nel preambolo:

  • \usepackage{cantarell}: se vogliamo avere a disposizione il font Cantarell, ma non vogliamo scrivere tutto in Cantarell, ma solo alcune parti. A questo punto possiamo scrivere in Cantarell con il comando \fcafamily{};
  • \usepackage[default]{cantarell}: se vogliamo sostituire il font di default e avere l’intero testo in Cantarell;
  • \usepackage[defaultsans]{cantarell}: se vogliamo sostituire il font di default senza grazie con il Cantarell senza grazie, da richiamare poi con il comando \ssfamily{}.

Cantarell è stato preso d’esempio perché è un font molto completo e permette anche di avere combinazioni varie di stili e serie differenti, per esempio può essere corsivo, grassetto e Maiuscoletto allo stesso tempo: cosa che, ad esempio, il Computer Modern Sans Serif di default non è in grado di fare.

Purtroppo ogni font per l’installazione utilizza una sintassi diversa e, pertanto, vi raccomando di leggere il manuale di ogni font su CTAN. Come? Fate così:

  • Scegliete il font che vi piace sul catalogo e cliccateci sopra
  • cliccate sul link “Location at CTAN” per andare sulla cartella del pacchetto con il font al suo interno
  • cliccate tra le directories su doc, in genere trovate sempre dei file .pdf con gli esempi e le istruzioni per chiamare nel proprio file .tex il font, che non sono mai molto diverse da queste riportate qua sopra.

    Cliccate su doc e cercate dentro il file pdf

    Cliccate su doc e cercate all’interno della cartela il file .pdf

Nella documentazione troviamo anche le differenti opzioni: è possibile scalare il font per renderlo più grande o più piccolo, scegliere la serie Black invece che la serie Bold (in genere ancora più grassetto del grassetto)… e così via, per ogni font le sue!

Ciascun font ha il suo codice

Ogni font, in LaTeX, ha un codice, Computer Modern Roman ha cmr, Computer Modern Sans Serif cmss e Computer Modern TeleType (il font a larghezza fissa) ha cmtt. Se conosciamo questo codice (ma non ho trovato un modo universale per trovarli tutti, chi lo conosce lo posti nei commenti!), possiamo utilizzare alcuni comandi per richiamare i font scaricando da CTAN il pacchetto, ma senza utilizzare \usepackage{}.

Per esempio eccone alcuni:

 

Font codice
Computer Modern Roman cmr
Computer Modern Sans Serif cmss
Computer Modern TeleType cmtt
Times New Roman ptm
Arial ua1
Helvetica phv
Courier New pcr
Cantarell fca
Iwona iwona
Bera Serif fve
Bera Sans Serif fvs
Bera Mono fvm
Palatino Linotype ppl
Bookman pbk
Charter bch
New Century Schoolbook pnc
Utopia put
Zapf Chancery pzc
Avant Garde pag

e così via!

Attraverso questi codici possiamo impostare le variabili \rmdefault, \sfdefault e \ttdefault citate precedentemente per sostituire il font predefinito: un altro metodo differente da quello citato prima!

Per ridefinire le variabili, si usa il comando \renewcommand incollando nel preambolo una delle seguenti stringhe:

\renewcommand{\rmdefault}{ptm} %reimposta il carattere con grazie a Times New Roman
\renewcommand{\sfdefault}{fca} %reimposta il carattere senza grazie a Cantarell
\renewcommand{\rmdefault}{ptm} %reimposta il carattere a larghezza fissa con il noto Courier New

Se, invece, desideriamo utilizzare un font per una specifica parte, useremo il comando \usefont, che prevede le seguenti istruzioni:
\usefont{encoding}{family}{series}{shape}
per esempio per usare il Cantarell grassetto corsivo: {\usefont{T1}{fca}{b}{it} Testo in Cantarell grassetto corsivo qui!}

Qui sono riportati i principali codici per l’uso di \usefont!

Partiamo dal file .ttf

Ok, belli i font di LaTeX già codificati, ma se io volessi PROPRIO usare Comic Sans Serif (Best font in the world) e questo bellissimo carattere proprio non si trova già per LaTeX, ma ho a disposizione il file .ttf, che faccio?

Come riportato su questo sito, ecco i semplici passi:

  • Per prima cosa, copiamo il file .ttf con il nostro font nella cartella dove abbiamo il file .tex, nel nostro caso il file si chiama comic.ttf
  • Scarichiamo T1-WGL4.enc: questo file altro non è che il file che è necessario per la codifica, che verrà fatta con il programma (da terminale) ttf2tfm, quindi eseguiamo: ttf2tfm comic.ttf -p T1-WGL4.enc
  • Creiamo il file con la descrizione del font (.fd), per fare questo dobbiamo fare un file che si chiama t1comic.fd con all’interno questo:
\ProvidesFile{comic.fd}[Comic Sans font]

\DeclareFontFamily{T1}{comic}{}

\DeclareFontShape{T1}{comic}{m}{n}{
   <-> comic
}{}

\pdfmapline{+comic\space <comic.ttf\space <T1-WGL4.enc}

Ovviamente sostituite comic con il vostro font😉

Il file sostanzialmente crea la nuova famiglia comic e assegna il file comic.ttf per decodificare il file con la serie medium e lo stile normal: nella riga \declareFontShape{T1}{comic}{m}{n} troviamo la sintassi di \usefont{encoding}{family}{series}{shape}.

Per usarlo all’interno del nostro testo possiamo utilizzare il comando \usefont{T1}{comic}{m}{n} per il singolo paragrafo oppure i comandi \renewcommand mostrati precedentemente se lo vogliamo usare come font di default, utilizzando come opzione comic.

Attenzione che si importa, così, un singolo file, quindi una singola famiglia, serie e stile. Nel nostro esempio il Comic Sans grassetto non è presente come file .ttf e pertanto LaTeX, se provi a usarlo, ti suggerirà di usare Computer Modern in sostituzione.

Per creare un font con diverse serie e famiglie è presente questa guida che consiglio per una lettura altamente approfondita!

Che dire, l’argomento dovrebbe essere completamente sviscerato, ma se qualcosa non è chiaro, se volete aggiungere la vostra abbiamo i commenti proprio per questo!

e visto che non è mai fuori moda…

…sei stato ufficialmente pimpato! (in Comic Sans, ovviamente😉 )

Commenti su: "[Pimp my…™] LaTeX: Tanti, tantissimi FONT!" (5)

  1. […] estratto da: Pimp […]

  2. ribloggato ottimo articolo ^_^ Grazie!

  3. L’ha ribloggato su Monfy-Matee ha commentato:
    LaTex:

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