…sei stato ufficialmente pimpato!

Bitwig Studio

Pare che il 2012 stia proprio cominciando sotto una buona stella per gli artisti che usano Linux!

Qualche giorno fa vi avevo segnalato che la Corel ha appena deciso di rilasciare AfterShot Pro anche per noi pinguini (maggiori info qui), e ora mi ritrovo a darvi una notizia simile, che mi tocca molto da vicino, in quanto oggi parleremo di musica professionale, su Linux.

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Molti seguono il nostro blog per le guide della collana Gimp my…™, brevi tutorial per il programma di fotoritocco Open Source principale per linux; questi lettori saranno interessati probabilmente al fatto che, al CES di Las Vegas, Corel ha appena annunciato l’arrivo della nuova versione di AfterShot Pro, il suo programma di gestione e ritocco fotografico, per tutte le piattaforme, e quando dico tutte… intendo tutte! Linux compreso, nativamente!

Le feature principali del programma sono:

  • Flusso di lavoro RAW completo
  • Gestione delle foto flessibile
  • Fotoritocco non distruttivo avanzato
  • Output rapido.

Il prezzo è di 89,99 €, ma è disponibile una versione di prova, i cui link per il download trovate in fondo all’articolo.

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Che ci piaccia o no, Google s’è garantita una buona fetta di utenti che, data la semplicità di sincronizzazione delle App di Google con i propri smartphone Android, hanno cominciato a usare Google Calendar e Google Contacts. E il sottoscritto, tanto vale ammetterlo, è uno di questi utenti.

Solo che lui, sempre il sottoscritto, non ama le Web App, ma preferisce le applicazioni vecchio stampo, soprattutto se quest’ultime sono integrate in un desktop environment, soprattutto se quest’ultimo è KDE.

Quindi la sfida era inevitabile: sarà possibile sincronizzare il nostro cellulare Android con Kontact? Contatti, calendario e task, in una sorta di Android, in a Google, in a Kontact… in a Pig?

La risposta, ovviamente, è sì! E andiamo quindi a pimpare Kontact!

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Il team di WordPress.com ha preparato un’infografica sul 2011 di Pimp my Linux™, abbiamo deciso di condividerlo con voi! Grazie a tutti per il vostro supporto!

Il 2011 non è stato un anno facile per noi, infatti i post sono stati veramente pochi, ma da novembre abbiamo cominciato a riprenderci il tempo per scrivere un po’ e speriamo quindi, ad un anno da oggi, di poter postare per il 2012 delle statistiche con ancora più botti (se i maya ce lo consentono).

Ma bando agli indugi e godetevi l’infografica:

Un estratto:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 42.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 16 sold-out performances for that many people to see it.

Cliccate qui per l’infografica completa.

Che dire? Che pornogeekata! :D

Ci sono volte in cui bug veramente bizzarri si nascondono nel codice anche dei programmi più consolidati, come per esempio l’emulatore di terminale principe di KDE, Konsole.

Se per caso anche voi accusate il problema, piuttosto raro ma che può accadere, di un terminale che si ostina ad aprirsi sempre a schermo intero anche quando l’ultima volta l’avete chiuso a finestra e avendogli dato dimensioni ben precise, ebbene siete caduti in un bug.

Ma non disperate, la soluzione è semplice.

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Ultimamente è giunto nelle mani del team di Pimp my Linux™ un HTC Wildfire, su cui è stata ovviamente installata la versione modificata opensource per eccellenza di Android, CyanogenMod (alla versione 7.1 al momento); questo sistema operativo, molto diffuso, presenta di frequente su molti dispositivi dotati di GPS un problema: quest’ultimo infatti cerca di collegarsi all’infinito, senza mai trovare un satellite.

La soluzione a questo problema non è complessa, ma richiede l’uso del terminale; ne ho provate alcune altre, ma l’unica che ha funzionato per me (testata su HTC Wildifre e Tattoo) è quella riportata in questo video, di cui ora riporterò la trascrizione tradotta.

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Appena ho installato OpenSUSE 12.1 la cosa che mi ha colpito di più è stata la scelta alquanto strana del team di usare un tema diverso da quello di sistema per Yast. Ho trovato questa scelta piuttosto discutibile ed immotivata.

Ho quindi chiesto subito sul forum di OpenSUSE come poter cambiare questa configurazione, e riportare Yast ad Oxygen.

Non è molto difficile, basta dare il seguente comando:

sudo zypper in yast2-branding-basedonopensuse

Ci verrà probabilmente detto che quest’installazione entra in conflitto con quella del tema precedente, e zypper ci chiederà due volte che fare.  Noi rispondiamo “Disinstalla…” entrambe le volte (dovrebbe essere l’opzione [1]).

Fatto questo tutto dovrebbe filare liscio e Yast dovrebbe tornare bello come sempre. :)

Circa un mese è passato dall’uscita dell’ultima versione di OpenSUSE, delle cui caratteristiche principali avevo già parlato in questo articolo, e in tutto questo tempo mi sono sempre ripromesso di scriverne una recensione, in quanto l’ho usata finora, a partire dal primo giorno in cui è uscita.

Non ho scritto l’articolo nelle settimane passate, in quanto non volevo che le prime impressioni mi guidassero verso un giudizio scorretto, ma adesso, dopo un mese, penso di poterne dare un giudizio più lucido.

Anticipo da subito che anche se sarò un po’ critico durante l’articolo, questo non vuol dire che sconsigli di provare OpenSUSE 12.1, anzi, resta secondo un’ottima distro (soprattutto nella versione KDE), e continuo ad usarla con piacere, senza rimpiangere per niente Ubuntu. Datele una possibilità, e se volete commentate, così da fornire anche il vostro parere.

Ma cominciamo a sviscerare alcuni punti.

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Disclaimer: Dalle statistiche del sito sembra che l’argomento sia ancora molto cercato e l’articolo precedente su Ubuntu e Enlightenment risulta da aggiornare; quindi con questo post intendo riaffrontare la questione Enlightenment!

Eccoci al post e spero lo troviate utile, per ogni vostra proposta, ci sono i commenti!

Pimp my… Enlightenment!

Enlightenment è un ambiente desktop che riesce a far andare molto d’accordo i computer lenti con effetti grafici in una maniera veramente unica.

È tornato molto di moda dopo che Gnome 3, Unity e altri pesanti ambienti desktop sono diventati molto diffusi nelle maggiori distro come Ubuntu o Fedora: mia intenzione non è esprimere giudizi qualitativi riguardo a questi DE, vorrei solo presentarvi quella che è sempre stata, tra Gnome, KDE e il neonato Unity un’alternativa leggera ed elegante. Non a caso anche l’utilizzo di XFCE ed altri DE leggeri (OpenBox, Awesome, e chi più ne ha, più ne metta) è in aumento dopo l’arrivo dei giganti Gnome 3 e Unity!

Cosa ci costa quindi provare E17?

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Linus Torvalds ha recentemente rilasciato un’intervista al giornale tedesco Die Zeit. L’intervista è stata tradotta in italiano in esclusiva per Pimp My Linux™ da Mario Calabrese, che ringraziamo caldamente.

Nell’intervista, l’ideatore di Linux, discute del codice di quest’ultimo, di cui alcune parti sono conosciute da così poche persone da renderne complessa la comprensione agli altri, della difficoltà del pinguino a penetrare nel mercato desktop e degli auguri di Microsoft per i vent’anni di Linux.

Vi lascio quindi all’intervista.

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