…sei stato ufficialmente pimpato!

Il sistema operativo di Google, Chrome Os, finalmente si mostra al mondo per mettere in luce il suo credo: velocità, sicurezza, semplicità e, soprattutto, rete. Pochi secondi per avviarsi e nessun programma installato: tutto quello che serve a Chrome Os è una connessione a internet, ed è proprio sul web che risiedono tutti i suoi programmi.

Anche se per poterlo provare con mano bisognerà aspettare ancora un anno, la breve dimostrazione nel quartier generale di Mountain View del motore di ricerca evidenzia tutte le carte nascoste del sistema operativo. Alcune già nell’aria, e altre del tutto inattese, come la possibilità di utilizzarlo solo sui computer che lo equipaggiano al momento dell’acquisto (in maniera simile ai Mac della Apple).

Caratteristiche. Il Chrome Os vive in simbiosi con l’omonimo browser e, accendendo il computer, in pochi secondi l’utente si ritrova già su internet. Le operazioni che siamo abituati ad eseguire dal desktop, come il lancio di un programma o la navigazione tra cartelle, vengono eseguite attraverso il browser, sfruttando alcuni dei servizi noti del motore di ricerca, primi tra tutti i “Docs”. Tutti i documenti e i dati dell’utente, inoltre, non vengono salvati sul pc ma sulla rete: nei piani di Google questo permetterà di cambiare computer con facilità e senza dover “dipendere” dall’hard disk di quello vecchio.

Chi ha già avuto modo di utilizzare il programma Chrome, potrebbe avere difficoltà nel notare la differenza al confronto dell’omonimo sistema operativo. In caso si utilizzi più di un programma, ad esempio un videogioco e un lettore musicale, su Chrome verranno aperte diverse “schede” (o tab), proprio come avviene già adesso sui principali browser in circolazione. Durante la presentazione è stato mostrato con successo il funzionamento di periferiche aggiuntive (come le webcam), ed è stato confermato l’impegno per rendere compatibile l’os con stampanti, tastiere e mouse in circolazione. Un elemento da non sottovalutare visto che la diffusione di driver per il funzionamento delle periferiche può mettere in discussione il successo di un sistema operativo.

Non su tutti i computer. Un po’ a sorpresa rispetto alle previsioni, Google si è limitata a rilasciare il codice sorgente alla comunità dei programmatori, smentendo le voci di un arrivo sul mercato nel giro di alcune settimane. La novità davvero inattesa è stata però la notizia che l’os di Google non sarà scaricabile su ogni computer, ma funzionerà solo sulle macchine che lo equipaggiano al momento della vendita. I “Google pc” saranno dei netbook, gli ultraportatili pensati per navigare, e verranno commercializzati a fine 2010 dai maggiori produttori di computer con cui il motore di ricerca ha stretto un accordo. Nessuna rivelazione sul prezzo finale, anche se è stato specificato che non dovrebbe discostarsi dalle cifre attuali del settore dei netbook (quindi tra i 250 e i 350 euro).

Perché Chrome Os. Per spiegare la decisione di realizzare il nuovo programma, Google ha illustrato i trend che stanno caratterizzando il mondo dell’informatica. Prima di tutto la convergenza delle piattaforme, con i computer che si fanno più piccoli (e diventano netbook) e i cellulari che si ingrandiscono (e diventano smartphone o tablet pc). A questo si deve poi aggiungere la crescita delle applicazioni “cloud based”, che utilizzano cioè i server su internet per funzionare ed immagazzinare i dati (gmail, facebook, youtube ecc). L’unione di questi trend porta quindi a pensare a una rivoluzione complessiva del computer per come è strutturato oggi, erede di una concezione dell’informatica che risale a un periodo in cui il web non esisteva. Meno potenza nella propria macchina in cambio di prestazioni più veloci sulla rete insomma.

Un successo annunciato? Quando Google presenta un nuovo prodotto attira immediatamente l’attenzione di appassionati e media. Eppure la sfida che dovrà affrontare Chrome Os è tra le più ardue ed è oggi difficile pronosticarne il successo. Rosicchiare quote di mercato a Windows, giunto alla sua settima versione, non è facile; secondo i dati Net application, il sistema di Microsoft è installato su più di nove computer ogni dieci, mentre ai rivali Mac e Linux restano le briciole del mercato con, rispettivamente, il cinque e l’uno percento.

Il Chrome Os di Google non punta inoltre alla totalità dei sistemi, ma solo alla nicchia sempre più larga dei netbook. E se la supremazia del gigante di Mountain View non è messa in discussione sul fronte dei servizi online, non si può dire lo stesso per i programmi “classici”: il browser intorno a cui ruota il sistema operativo di Google, Chrome, è stato apprezzato dagli utenti più esperti ma ad un anno dalla pubblicazione, risulta installato su circa due computer ogni cento, contro il 64% di Internet Explorer di Microsoft (le cui quote però scendono costantemente da alcuni anni) e il browser open source Firefox (installato su un quarto dei computer).

Fonte: la Repubblica

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